Abbiamo già visto e definito il 2016 come l’anno della volatilità (vedete il primo articolo che abbiamo pubblicato) commentando l’andamento dei mercati azionari dei primi 40 giorni di quest’anno. Da metà febbraio in poi abbiamo assistito ad un intenso recupero delle principali piazze finanziarie (in particolare fino a metà marzo) seguita da una fase che potremmo definire interlocutoria in cui giornate di rialzi si avvicendano a giornate di ribassi senza mostrare una precisa direzione.

In sintesi: le principali borse finanziarie mondiali stanno cercando nuovi equilibri in un contesto in cui gli investitori si interrogano sulla sostenibilità della crescita economica. Siamo dell’opinione che i prossimi mesi saranno caratterizzati da una forte mancanza di direzionalità in cui giornate di acquisti si alterneranno a giornate di vendite; incrementi repentini della volatilità si alterneranno a giornate di “pseudo tranquillità”.

I timori di una frenata della crescita mondiale (in primis in Cina) così come di ulteriori strette monetarie da parte della Fed e le conseguenze che queste potrebbero determinare sull’andamento degli utili aziendali nel corso dei prossimi trimestri rappresentano i temi dominanti su cui si interrogano gli investitori. Il referendum del 23 giugno in Inghilterra sulla permanenza o meno all’interno dell’Unione Europea (EU) potrebbe rappresentare un elemento di ulteriore turbolenza. A questo proposito, come già scritto, siamo dell’opinione che la convenienza economica a rimanere all’interno della EU porterà il referendum a un esito negativo ma se il vostro scenario atteso fosse opposto consigliamo di alleggerire l’azionario nei portafogli.

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