Appena nati e subito amati dai Risparmiatori

I Piani individuali di Risparmio (PIR) hanno solo 5 mesi di vita ma sono già diventati la risposta giusta per chi vuole coniugare l’esigenza di un investimento nel lungo periodo e i vantaggi fiscali. La prova che i PIR hanno conquistato gli italiani è nei numeri della raccolta che hanno superato ogni più rosea aspettativa del Ministero dell’economia (MEF): le previsioni ipotizzavano un flusso di 16-18 miliardi di euro in cinque anni sono state riviste ampiamente al rialzo con un’ipotesi di arrivare ben oltre i 65 miliardi entro il 2022. Una revisione al rialzo dettata dal boom dei primi 4 mesi del 2017 che ha visto il lancio di una quarantina di prodotti – la maggior parte a matrice azionaria – e circa 3 miliardi di euro di raccolta, secondo i dati ufficiali di Assogestioni, l’associazione che racchiude le società di gestione del risparmio italiane e straniere che operano in Italia. Sulla base di questi numeri, le previsioni del Ministero dell’Economia ipotizzano che il 2017 possa chiudersi con circa 10 miliardi di raccolta sui PIR.

Perché piacciono i Piani Individuali di Risparmio?

L’offerta di PIR presenti sul mercato italiano è già molto diversificata. Secondo un’analisi di Intermonte Advisory e Gestione, la divisione di Intermonte Sim che si occupa di gestione e consulenza, il 42% dei prodotti offerti investe in azioni e ha come parametro di riferimento l’indice azionario italiano, con una componente sulle società a media e piccola capitalizzazione più o meno accentuata. Perché quindi scegliere questo tipo di prodotto? Ad attirare i risparmiatori è la composizione del prodotto PIR e i vantaggi fiscali ad esso associati.

I Piani Individuali di Risparmio sono prima di tutti dei contenitori fiscali che possono includere azioni, bond, fondi, Etf e gestioni patrimoniali, a patto che investano un minimo del 70% in società a piccola e media capitalizzazione di aziende italiane o che hanno in Italia un’attività prevalente, di cui almeno il 30% siano quotate in Italia. Sono 380 le società con queste caratteristiche quotate sul segmento STAR e AIM di Borsa italiana, ma i gestori di PIR possono anche inserire in portafoglio società non quotate di medie e piccole dimensioni andando a pescare tra le realtà produttive del made in Italy. Il vantaggio fiscale è legato alla durata dell’investimento: se si tiene il PIR almeno per 5 anni non c’è prelievo fiscale sui guadagni.

I PIR Assicurativi ampliano i vantaggi per i Risparmiatori

La composizione del portafoglio dei Piani Individuali di Risparmio varia a seconda dell’emittente del prodotto. Sul mercato l’offerta prevalente è quelle legata alla società di gestione del risparmio che hanno lanciato nuovi fondi focalizzati sulle small e mid cap oppure hanno reso PIR compliant fondi azionari Italia già esistenti. La natura del prodotto cambia se l’emittente è assicurativo come il prodotto CiiS Pir emesso dalla Compagnia di Assicurazioni CNP Partners. In questo caso, accanto a quello fiscale si uniscono due vantaggi: la diversa tutela giuridica garantita dalla polizze multiramo e una maggiore diversificazione di portafoglio.

La componente assicurativa di portafoglio combina una polizza multiramo con una componente di protezione Vita (gestione separata di ramo I) con una in fondi (unit linked di ramo III) dando la possibilità a chi investe di acquistare tanti fondi PIR e non uno soltanto come in un PIR classico, garantendo una maggiore diversificazione e flessibilità.

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