Se il 2016 è stato l’anno della volatilità, quello corrente si sta prefigurando come l’anno delle sfide e dei nuovi stimoli. Lo scenario che sta emergendo dagli outlook più recenti elaborati dalle principali società di investimento mondiali invita infatti alla prudenza, ma segnala anche diverse opportunità per meglio capire dove investire nel 2017.

Il punto chiave è che il quadro macroeconomico globale è destinato a migliorare, sostenuto sia da stimoli fiscali, attesi soprattutto in America, sia dall’attenuazione delle politiche di austerità. La previsione economica generale per il 2017 è orientata verso una lieve accelerazione della crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) globale dal 3,1% al 3,4%, seppur con differenze regionali marcate.

Nel corso del 2017, dato il moderato aumento dell’inflazione e una moderata stretta monetaria, si prevede che gran parte delle classi di investimento genererà rendimenti contenuti. I punti chiave nella definizione di un’asset allocation corretta sono tre:

  • Gli investitori continueranno a essere premiati dalla diversificazione globale tra Paesi che si trovano in fasi diverse dei rispettivi cicli economici, inclusi quelli meno noti che non sono inclusi nei benchmark tradizionali dei prodotti del risparmio gestito.
  • Le azioni restano ancora l’asset da privilegiare rispetto alle obbligazioni in un contesto in cui i tassi d’interesse sono ancora bassi in America e addirittura negativi in area euro.
  • La ripresa dei prezzi delle commodities favorisce l’investimento in materie prime e in particolare su oro e metalli preziosi e petrolio.

Rispetto ai fattori di volatilità del 2016, tra le incognite su come investire nel 2017 preoccupa la prospettiva di un maggiore protezionismo commerciale emersa a seguito della Brexit e delle elezioni presidenziali americane che potrebbe rallentare la crescita e spingere l’inflazione. Da tenere in considerazione come fattore di disturbo c’è l’impegnativo anno elettorale in Europa. Il primo appuntamento è in Olanda il 15 marzo. Se il Partito della Libertà dovesse vincere, si potrebbe realizzare l’ipotesi di un referendum per uscire dall’Unione europea, già ribattezzato Nexit.

Poi toccherà alla Francia e in settembre alla Germania e probabilmente all’Italia. Il 2017 è l’anno decisivo anche per la Gran Bretagna fuori dall’Unione europea e fuori dal mercato comune dopo che il premier Theresa May ha deciso per la linea dura da tenere nel corso del negoziato con la Ue atteso a fine marzo.

C’è da aspettarsi, dunque, una ripresa della volatilità già a partire dal secondo trimestre dell’anno per questo è consigliabile un approccio agli investimento del 2017 molto diversificato attraverso prodotti del risparmio gestito.


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